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Volta la carta

C'è una donna che semina il grano
volta la carta si vede il villano...
(Fabrizio De André)

E' il momento di presentare una nuova rubrica, sempre aperta agli interventi di quanti, desiderando valorizzare le proprie opinioni o le proprie critiche, le volessero esprimere qui, com’è permesso dai principi di questa società.

Il titolo della nuova rubrica, oltre ad essere una bella canzone, gioiosa, di un cantautore che è un poeta,  è un’esplicita scelta di qualità,  assolutamente non casuale, per tutti i significati che possiamo trovare nell’azione di “voltare la carta”.

Tanto per trovarne qualcuno: cosa facciamo per vedere quel che c’è dietro ad una vistosa facciata, scoprendo così i reali scopi di un progetto, quindi per approfondire? Voltiamo la carta, naturalmente.

Si volta la carta per aprirsi all’esterno e manifestare la propria opinione, quando la nostra posizione non sia di debolezza e non ci sia bisogno di difenderla con la censura e rinchiudendola in una tana.

In certi giochi voltare la carta significa continuare a giocare, quindi decidere; in altri stabilire chi ha vinto, confrontarsi, in altri ancora verificare ciò che la sorte ci riserva.

Voltare la carta è cambiare – è in questo caso l’espressione sorella di girare pagina – e far tesoro dei propri errori di valutazione e delle proprie esperienze negative, quindi anche archiviare, per seguire nuovi indirizzi, che rimane l’unico modo certo per progredire.

Girare pagina ha anche valore letterale e allora si volta la carta fisicamente, per continuare a leggere e informarsi.

Voltare la carta permette di vedere le cose da un’ottica diversa, mettersi nei panni del proprio prossimo, ma anche offrirgli, a nostra volta, il nostro punto di vista, condividere e dialogare.

In fine possedere familiarità con tutti questi concetti, insiti nelle semplici parole “volta la carta”, come effetto collaterale, ma non trascurabile, fa anche in modo da non farci rappresentare un terreno fertile per chi le carte volesse cambiarle in tavola.

Approfondire, aprirsi, manifestare, decidere, confrontarsi, verificare, cambiare, archiviare, progredire, informarsi, condividere, dialogare sono tutte azioni indispensabili nello svolgimento di ogni attività, quando e se portata avanti con professionalità e con la prospettiva che possa avere futuro e continuità: in questo caso si tratta della conduzione, in campo e fuori, delle nostre società sportive dilettantistiche.

Inutile cercare qui abbonamenti a giornali, metodi, dimostrazioni, paccate di schemi variopinti o altre mercanzie in offerta speciale: cultura sportiva e etica costituiranno il filo conduttore degli interventi.

Voltiamo la carta, le occasioni ed i motivi per farlo sono più frequenti di quanto si immagini.

Paolo Balbi

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