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Russia 2018 visto da Francesco Ratti

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Per l’A.C. Asola è la seconda avventura di una rubrica mondiale in compagnia di Francesco Ratti: questa volta abbiamo deciso di partire per tempo.

L’evento è importante, i nostri lettori hanno avuto la possibilità di conoscere l’autore di persona, hanno potuto apprezzarne la competenza attraverso i suoi articoli e quindi faremo le cose in grande: come i signori, per andare a Mosca eviteremo le fatiche della guida, la frenesia degli aeroporti e le angustie dei pullman, ma copriremo invece le grandi distanze su di un vecchio treno di gran lusso: tempi dilatati, ambiente accogliente, potremo leggere, ascoltare, parlare, sempre con il regolare rumore di sottofondo, tipico dei convogli d’inizio novecento, cullati da un gradevole dondolio, mentre fuori dai finestrini il paesaggio ci scorrerà davanti agli occhi e decideremo quando andare nella carrozza bar–ristorante per una pausa caffè o per la cena preparata dallo chef; il salotto per fumatori sarà sempre a nostra disposizione.

Viaggiatori in carrozza, partiamo puntuali ed entriamo in clima mondiale: per voi il viaggio sarà già parte dell’evento, ogni tappa, una storia!

L’edizione numero 21 del Campionato del Mondo di Calcio nasce il 2 dicembre del 2010, giorno della votazione nella quale la Russia supera per distacco la candidatura di Spagna e Portogallo e quella di Olanda e Belgio; l’Inghilterra aveva ritirato la propria già dopo il penultimo scrutinio.

E’ l’undicesima volta in Europa, contro le 8 del continente americano, una per l’Asia e una per l’Africa, ma la prima nell’Europa dell’est.

La nazionale russa non è che l’ombra di quella che fu la squadra sovietica che vinse il Campionato Europeo nel 1960, piazzandosi al secondo posto per ben 3 volte, o che disputò una semifinale in un Mondiale: quella nazionale era frutto di una selezione su una base di quasi 300 milioni di abitanti, contro la metà scarsa attuale; la frammentazione dell’URSS ha dato origine a più di una nazionale competitiva ma i paragoni non sono possibili, anche per le interferenze di un mercato globale, che ostacola la continuità del lavoro della nazionale, portando i campioni dell’est in occidente, sostituiti a volte addirittura con giocatori sudamericani che li fanno rimpiangere.

Il torneo si svolgerà tra il 14 giugno e il 15 luglio, quasi del tutto concentrato entro il versante europeo degli Urali, in 12 stadi di 11 città, che impareremo a ricordare fin da subito: Mosca, Ekaterinburg, Kaliningrad, Kazan, Nižnij Novgorod, Rostov sul Don, Samara, Saransk, San Pietroburgo, Soči, Volgograd.

Lo Stadio Lužniki  di Mosca ospiterà gli 81.000 spettatori della finale.

Secondo la formula che risale all’edizione di Francia 1998, vi parteciperanno 32 squadre: iscritta di diritto la Russia, in qualità di paese ospitante, si contenderanno le altre 31 presenze le squadre europee (13 posti), quelle asiatiche (4 posti + 1 ai play off), quelle africane (5 posti), quelle del nord-centro America e Caraibi (3 posti + 1 ai play off), quelle sudamericane (4 posti + 1 ai play off) e quelle dell’Oceania (1 ai play off).

Con l’obiettivo puntato sulla cronaca e sulla storia, sui personaggi e sui luoghi, Francesco Ratti ci accompagnerà nel percorso di avvicinamento a Russia 2018 e sarà con noi durante il torneo.

Buon viaggio e buona lettura. 

 Paolo Balbi

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