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Volta la carta

DIRIGENTE DELL'A.C. ASOLA: UN PRIVILEGIO E UN PIACERE

Tozzo

 

Dopo tanti anni di attività molti di noi hanno fatto l’abitudine al meglio; lo stato di dirigente dell’A.C. Asola è una condizione della quale ci rendiamo pienamente conto solo quando siamo nella posizione di poter fare dei confronti o nei momenti di difficoltà, che non sono rappresentati dalle sconfitte di una squadra o da una retrocessione, quelle sono le normali cronache dello sport: sono invece quelle occasioni che prima o poi portano a ciascuno di noi un fisiologico disorientamento, strettamente accompagnato da leciti dubbi, per i motivi più disparati.

 

Non solo per l’accorata dichiarazione del Presidente Massimo Tozzo in una recente riunione straordinaria, secondo la quale l’A.C. Asola “è una grande famiglia”, ma anche per averlo sperimentato personalmente, non ho remore ad affermare che le condizioni nelle quali lavora, la possibilità di sviluppare idee e realizzare programmi, il riconoscimento di impegno e competenza e la consapevolezza di poter sempre contare, se necessario, sul sostegno del collega, nel complesso fanno di un dirigente dell’A.C. Asola un soggetto privilegiato.

Tutto questo crea il nostro attaccamento ai colori e al gruppo.

 

Operare in un ambiente dove le critiche sono costruttive e ciascuno trae soddisfazione dai successi dei colleghi è uno degli ingredienti della nostra ricetta per valorizzare il poco tempo che riusciamo a sottrarre a famiglia, quella anagrafica, amicizie, quelle esterne al calcio, e lavoro, quello pagato.

Scintille naturalmente ce ne sono, come gli scontri personali, ed è opportuno manifestare e sostenere con energia le proprie opinioni, mettendole in discussione, ma al termine delle discussioni, anche quelle più accese – come accaduto in settimana – sorridendo, si brinda all’A.C. Asola e ad un bel gruppo.

 

Difficilmente dall’esterno ci si può rendere conto degli equilibri di questa a volte inquieta oasi, le situazioni bisogna viverle sulla propria pelle, ma la mezza dozzina di dirigenti che collaborano insieme da ormai quindici anni con con i risultati visibili a tutti, dovrebbe suggerire qualcosa.

 

Forza Asola, andiamo avanti così!