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L’EFFETTO COVID SULLA PRATICA SPORTIVA IN ITALIA

AIAC BS

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IL CONTRIBUTO DELL'A.C. ASOLA PER L'A.I.A.C. - ASSOCIAZIONE ITALIANA ALLENATORI CALCIO - SEZIONE DI BRESCIA 

Mentre non ci è dato di prevedere quale sarà l’andamento della stagione sportiva che sta iniziando, possiamo comunque renderci conto, mettendo il naso anche fuori dai nostri campionati e dai nostri allenamenti, di quale sia stato l’effetto COVID nel mondo dello sport dilettantistico.

Dalla relazione del CONI “I numeri dello Sport 2019-2020”, ancora fresca di pubblicazione – luglio 2022 – apprendiamo che nell’intervallo di tempo considerato c’è stata una flessione di tesserati sul territorio nazionale, tra atleti, dirigenti e tecnici di quasi 1.800.000 unità, equivalente a circa il 9 % del totale, percentuale più marcata negli sport di squadra, che in quelli individuali, tale da far arretrare tutto il movimento sportivo su posizioni di diversi anni fa.

Se nel nostro piccolo nell’ultimo biennio possiamo esserci resi conto delle difficoltà per talune società di allestire rose di atleti, piccoli e grandi, e abbiamo avuto notizia di società cessate, a livello nazionale il danno è plurimo.

Da una parte il danno non è monetizzabile e presenta il conto di molte centinaia di migliaia di ragazzi che perdono un importante componente della propria formazione (rispetto delle regole, rapporti con il prossimo extra famiglia ed extra scuola, divertimento, relazione impegno-risultato…) e che vengono privati di quel poco di sana e utile attività fisica praticata, non sempre sostituita con attività formative culturali.

Dall’altra, essendo assodato e accettato che ad ogni euro investito dallo Stato nello Sport, corrisponde un risparmio di 10 euro, dei quali la fetta più grossa è rappresentata dalla spesa sanitaria, è evidente che meno società sportive sono attive, meno atleti praticano attività fisica, meno investimenti vengono destinati allo sport e meno lo Stato risparmia in spesa sanitaria.

La situazione di un dirigente di una società sportiva dilettantistica, che presenta un dato di tesserati in costante aumento, come fortunatamente viviamo io e i miei colleghi dell’A.C. Asola ormai da decenni, non deve farci minimizzare il fenomeno dell’abbandono dell’attività sportiva, né deve farci apparire la curva dei tesseramenti in crescita come un diritto acquisito: essa è solo frutto della buona amministrazione della società e dell’impegno da parte dei dirigenti e dal buon lavoro dei tecnici.   


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