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Volta la carta

CENA BIANCOROSSA CON CENTENARIO

Sciarpa Tavelli

Sciarpa Tavelli

Non temo smentite!

Io dico che se per la cena di fine anno dell’A.C. Asola è stato scelto il 18 dicembre 2018, il motivo non può essere che l’occasione dei 100 anni della Triestina: naturalmente due società di tradizione, naturalmente con i colori biancorossi e che nello stesso anno, una dall’alto e una dal basso sono andate vicine alla stessa categoria dell’Eccellenza.

Alla Triestina si spera che non capiti più, l’Asola ci tornerà al più presto.

La mia sciarpa è passata all’inizio inosservata, visti i colori, ma poi lo scudetto rossoalabardato ha suscitato curiosità e con piacere ho ricordato l’anniversario importante.

Sciarpa juniores

Sciarpa juniores

I festeggiamenti dei primi 100 anni dei Muli, rigorosamente in biancorosso anche ad Asola, sono testimoniati con qualche foto con il Presidente Massimo Tozzo, l’allenatore della prima squadra Lamberto Tavelli, nonché lo staff della juniores al completo, l’allenatore Egidio Fara, il secondo Stefano Gatti e con me anche l’altro dirigente Vanni Ramponi.

Tornando al biancorosso locale, è stata una gran bella serata, una di quelle che fanno capire che ciò che è importante in società non sono gli attriti, le discussioni, perfino quelle più  animate, e addirittura i litigi, ma il collante che tiene insieme un gruppo, anche da una ventina d’anni, che non può essere niente di diverso da amicizia e stima.

Importanti i risultati raggiunti nel corso del 2018, ricordati dal Presidente, ma sono acqua passata, più importanti invece diventano le parole del vice sindaco Grandi, che ha pubblicamente garantito la fruibilità dei nuovi spogliatoi entro marzo del nuovo anno; tenendo conto che i lavori non sono ancora iniziati, facciamo un atto di fede, programmiamo la primavera come se li avessimo già e ringraziamo per il regalo di Natale.

Importanti ancora le parole del presidente e di mister Tavelli - particolarmente applaudito - che hanno espresso gratitudine verso la juniores e gli allievi asolani, riconoscendo il loro  fondamentale ruolo di ammortizzatori, nell’intento di bilanciare le tante e lunghe assenze dovute agli infortuni in prima squadra, ma sono stati sacrifici sostenuti con convinzione, come si fa in una società che non funziona a compartimenti stagni e dove i ragazzi hanno tutti la stessa maglia, non essendo proprietà di quell’allenatore o di quel dirigente. 

Certamente il valore sociale dell’attività della società, che conta oltre 250 tesserati in un comune di diecimila abitanti, deve alla lunga averla avuta vinta sulle difficoltà economiche delle casse comunali e più generali del periodo, per investire in un’attività come il calcio dilettantistico, che non può portare un pubblico pagante negli impianti che una quindicina di volte ogni anno, in occasione delle partite casalinghe della prima squadra, e per lo più limitatamente ad un centinaio di spettatori per volta.

Il nostro brindisi lo estendo virtualmente alle famiglie dei nostri ragazzi, ringraziando per la fiducia accordataci nell’affidarci figli e nipoti, noi saremo qui per continuare a meritarla.

 

Buone feste!