EUCOOKIELAW_BANNER_TITLE

Tango, Samba e Beat: pagine scelte

CALCIO D'AUTORE a cura di Antonio Donadio

Calcio dautore

Calcio dautore

Per comporre questa recente antologia commentata, una delle rare di argomento sportivo, si è scomodato uno scrittore assolutamente prestato al calcio, ma che ha saputo ben conciliare la propria capacità di scrittura alla passione.

Antonio Donadio è poeta di successo, per quanto possa al giorno d’oggi aver successo la poesia, e alle sue opere non sono mancati importanti riconoscimenti in premi letterari quali il Viareggio e il Montale; questo spiega la rilevante presenza di poesie, alle quali è dedicata la prima parte di Calcio d’autore.

Il lettore che si imbatte in Calcio d'autore ne viene attratto prima ancora di sfogliarlo dalla foto di copertina, che ritrae un Pier Paolo Pasolini in un’elegante immagine con la palla al piede; chi ha una conoscenza anche superficiale della cultura che accompagna il nostro gioco sa che l’artista di calcio ne scriveva, ne praticava con classe e se ne intendeva.

Come si conviene, anche il titolo è attraente e il sottotitolo, da Umberto Saba a Gianni Brera, completa il richiamo.

Nessuno si aspetti quindi la celebrazione di una squadra ad uso del tifoso o il tentativo di un ex calciatore di ritagliarsi, con un’autobiografia commissionata ad altri, ancora un briciolo di quella notorietà che lo ha ormai abbandonato, una volta uscito dal terreno di gioco; questa è una selezione per nulla democratica, ma personale, di autori ed di epoche.

Ciascuno di noi ne stilerebbe una diversa, anche e soprattutto scegliendo di estendere la selezione degli scrittori al di fuori dei confini nazionali e il proverbiale Buon Selvaggio, uno c'è sempre, non selezionerebbe alcun autore.

La scelta va presa così com’è e all’autore va comunque riconosciuto il merito di aver aggiunto una presenza al piccolo numero delle raccolte di sport.

La postfazione è di un sorprendente Alessandro Bonan, ben noto al pubblico di Sky Sport, che per l’occasione abbandona il ruolo di cronista del calciomercato e vola alto.

Buona lettura e buona critica.

 

 

“A questo sport io mi sottraggo, e nemmeno lo guardo. Giocatori che si mettono a correre solo se sono inquadrati da un regista durante le notturne di coppa, gente che si vende per un gelato o un frigorifero, altra gente che non si sacrifica per scudetti o traguardi, ma per usare scudetti e traguardi a fini monetari, non sono i miei sportivi. Li ho salutati senza rancore, e non possiamo più rivolgerci un fraterno tu, ma un vecchio e più pulito lei.”

 

“Eppure ci fu un tempo chi giocava gratis. Nel 1922, Attila Sallustro, attaccant paraguaiano naturalizzato italiano, fu ingaggiato dall’Internaples (oggi S.S.C. Napoli):
Le condizioni economiche dalla famiglia Sallustro erano floride; i genitori intransigenti telefonavano al presidente Ascarelli: - Se dà soldi a nostro figlio, gli vieteremo di giocare -.

Sallustro, il più bravo, doveva giocare gratis.”

 

“Personalmente sono molto riconoscente alla Juventus.
Quando andai dal medico l’ultima volta, lui mi parlò a lungo dello scudetto appena conquistato e del futuro roseo che l’attendeva, Ricordò l’aggressività di Gentile, le gesta di Tardelli, la dolcezza di Paolo Rossi. Insomma mi vasectomizzò senza che me ne accorgessi.” 

 

“Fu lui a coniare alcuni termini calcistici tuttora in uso: palla-gol, melina, pretattica, contropiede, rifinitura, incornare, goleador… (fra l’altro fu lui a inventare il toponimo Padania per indicare la Pianura Padana). Tanti i soprannomi dati ai calciatori; su tutti: Rombo di tuono per Gigi Riva, e Abatino, per Gianni Rivera.”

 

“Con il fascismo che proibiva l’uso di termini stranieri, parole come corner, cross, e gol… con lui divennero: calcio d’angolo, traversone, rete…”

 

“Oggi i telecronisti si assomigliano tutti: frasi fatte, luoghi comuni, ma soprattutto stesso tono concitato, urlato per tutti i 90 minuti, a volte anche quando il gioco ristagna a centrocampo.”