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Tango, Samba e Beat: pagine scelte

ODE PER MANÉ di Darwin Pastorin

ODE PER MANÉ

Ode per Mané non è certo un libro classificabile nella categoria dell’antiquariato, ma non è stato facile trovarlo: vuoi per la casa editrice, che non è tra quelle che sfornano successi commerciali, vuoi per la tiratura, assolutamente insufficiente a soddisfare la curiosità dei tanti lettori di calcio, il cui numero sembra esiguo, ma solo se paragonato agli appassionati da poltrona e pay-tv o tutt’al più da gradinata; in questo caso anche i tanti estimatori dell’autore ne hanno fatto un pezzo di difficile reperimento, nel panorama letterario nazionale Darwin Pastorin spicca per la qualità della scrittura e nella letteratura sportiva gli si riconosce grande competenza e sensibilità. 

A tutto ciò si aggiunga la moltitudine dei titoli che ogni anno si pubblicano in Italia: questa genera la triste trafila delle copie residue di un qualsiasi libro, che al massimo dopo pochi anni dalla stampa escono dai facili circuiti delle vetrine delle librerie e dai cataloghi degli editori, per entrare in quelli poco convenzionali dei mercatini o della vendita online, quando addirittura non vengono avviate al macero.

Il lettore per fortuna affina con il tempo la capacità di rintracciare quelle copie senza un padrone, che prima o poi trovano il loro posto su uno scaffale domestico anche a distanza di tempo.

Quanto più grande è il desiderio di leggere un libro, tanto più divertente è la sua ricerca.

Ode per Mané, con il sottotitolo Quando Garrincha parlava ai passeri, era un tassello che mi mancava da tempo e la sua ricerca mi ha piacevolmente impegnato fino ad oggi.
Ho una semplice regola che funziona e il primo libro che leggo, di un autore all’inizio anche sconosciuto, se mi piace particolarmente, è seguito a poco a poco dall’opera omnia di quello scrittore.

Darwin Pastorin è di casa in questa rubrica e lo ospiteremo ancora con piacere.

Più di un motivo mi ha spinto a leggere Ode per Mané: come ho già dichiarato, l’autore innanzi tutto, poi il personaggio di Manuel Francisco dos Santos, detto Mané e conosciuto dalla platea mondiale degli amanti del bel calcio negli anni ’50 e ’60 come Garrincha, il passero; poi altri due elementi da non sottovalutare mai nella scelta: il titolo, che è già una presentazione, e la foto di copertina, che ritrae il radioso sorriso del campione, mentre con la maglia del Botafogo si diverte con dei ragazzini su un improbabile campo di calcio.

Avevo già letto un altro libro dedicato da Pastorin ad un campione brasiliano ma, mentre L’ultima parata di Moacyr Barbosa rendeva omaggio ad un grande portiere della Nazionale che pagò con l’oblio la sconfitta nella finale mondiale del 1950, a Rio de Janeiro, nel leggendario Maracanà con l’Uruguay, Ode per Mané celebra celebra uno dei più grandi calciatori della storia e racconta la burrascosa vicenda di un ragazzino poliomielitico che conquista la fama, deliziando per anni il pubblico di tutto il mondo con le sue giocate e i suoi trionfi; la sua fu una parabola che nella parte discendente lo mostra caduto assolutamente in disgrazia, dimenticato, solo e alcolizzato, come all’epoca capitava di frequente ai grandi sportivi, spesso incapaci di amministrare i facili e pur ingenti guadagni di una brillante carriera.
Noi però ricorderemo Garrincha per il suo sorriso, lo ricorderemo per la poesia del suo calcio, per la semplicità con la quale offriva il suo spettacolo, per la sua candida ingenuità e per il suo grande cuore.

Darwin Pastorin e Garrincha insieme: non può essere che Samba.

 

“Oggi va di moda la scienza e il laboratorio. Io mi tengo strettissimo Garrincha: perché lui è stato e sarà per sempre il calcio. Il calcio inteso come poema, bellezza, spettacolo.”

 

“Questa storia la racconto a tutti: nelle scuole, agli amici, ai colleghi giornalisti. La racconterò a mio figlio e ai miei nipoti. La inciderò nella roccia, la spedirò nello spazio, la metterò in una bottiglia da affidare alle onde dell’oceano, sarà tatuaggio sulla mia pelle, sarà musica e sarà scrittura, sarà pensiero e sarà parola, sarà legge e sarà gioia, sarà brivido e sarà sole, sarà carezza e sarà capriola, sarà abbraccio e sarà missione, sarà stelo e sarà arbusto, sarà legno e sarà fuoco, sarà miele e sarà fieno, sarà vento e sarà acqua.”

 

“Tu che in campo non hai mai deriso un avversario. Forse pochi lo sanno: ma sei stato tu il primo calciatore brasiliano a spedire il pallone in fallo laterale per permettere ai medici e ai massaggiatori di soccorrere un avversario infortunato.”  

 

“Lo so, tu vuoi sapere della finta. La finta di Mané. Ti posso assicurare di non aver mai visto niente di simile in tanti anni che pratico, vedo, e insegno football.”

 

“Con Pelé subito infortunato, Mané vinse da solo il mondiale del 1962. E’ stato l’unico calciatore ad essere amato anche dai tifosi avversari.”