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Tango, Samba e Beat: pagine scelte

UN LIBRAIO BOLOGNESE

cortile

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Il libraio è il Sig. Piero Piani, quello da cui ho trovato il libro scritto nel 1930 da Árpád Weisz.

Sono passato a trovarlo a Badia di Monte San Pietro: una gita sulle colline bolognesi, ad appena una quindicina di chilometri dalla città, che vale la pena di programmare soprattutto in primavera.

Il posto è assolutamente incantevole: l’abbazia di arenaria con il corpo più antico risalente al secolo VIII d.C. e la costruzione principale del 1300, oggetto di un bel recente restauro conservativo, accoglie i visitatori, immersa nel sole e nel verde del parco naturale.

Un sogno! Varcato il cancello, la prima accoglienza è di una coppia di Akita Inu, mansueti e giocherelloni: il maschio è un colosso di bontà.

Si attraversa un confine spazio temporale e ci si trova in un’oasi di serenità e benessere, paradiso per lettori e bibliofili: nelle stanze dell’ex convento sono esposti in questo periodo circa 200.000 volumi, per chiunque è difficile non trovare la lettura perfetta.

Finalmente incontro il Sig. Piani, sorridente e orgoglioso di farmi fare subito la visita di tutto il complesso, compresa la parte ipogea: ogni sala è accogliente e naturalmente tappezzata da scaffalature di libri, con tavoli e sedie per la consultazione, ci passerei volentieri alcuni giorni.

Ci sediamo al sole a chiacchierare e Piero, come ha chiesto di essere chiamato, mi esprime ancora la soddisfazione di sapere che quella copia del libro di Árpád Weisz che mi ha venduto, abbia trovato collocazione nella biblioteca di un appassionato, che crede fermamente che il calcio e lo sport in generale siano più cultura ed etica, che denaro e muscoli.

Ho pronta una serie di domande per un’intervista ma, visto il soggetto, preferisco andare a ruota libera e così parliamo di architettura, di libri, di abitudini dei lettori, di storia locale… addirittura di conchiglie, e naturalmente di calcio.

Mi confessa di non aver avuto molti contatti con il calcio giovanile e nemmeno con il dilettantismo, ma quanto ad arbitri e associazione arbitri, lì è un pozzo senza fondo di informazioni, aneddoti e indiscrezioni; parliamo delle partite nelle quali ha arbitrato la Triestina, degli atteggiamenti superbi, per altro rintuzzati, che qualche arbitro internazionale ha avuto nei suoi confronti quando era commissario e parliamo – bene – di Collina, Casarin e Saccani: di ciascuno Piero ha un ricordo, una curiosità da raccontare.

Collina in particolare è stata un po’ una sua creazione, anche se insiste ad affermare che una persona così, al pari dei grandi calciatori, sarebbe stata comunque un’eccellenza, pur senza una particolare formazione; certo è che se Collina stesso, già da responsabile arbitri UEFA, sul n. 1/2011 della rivista l’Arbitro, ringrazia per la sua brillante carriera una sola persona, una ragione ci sarà:

“Per le esperienze che ho vissuto devo dire grazie a molte persone, troppe per essere ricordate tutte. E allora ne scelgo una sola, il mio primo presidente: grazie Piero…”.

Piero ha qualche altro appuntamento, ha un matrimonio da celebrare nella chiesa sconsacrata dell’abbazia, in virtù della delega avuta dal Sindaco del Comune di Monte San Pietro e ci diamo l’arrivederci alla prossima volta: sopra la libreria ci sono delle stanze per gli ospiti, magari potrebbe essere per un intero fine settimana.


Grazie, Piero, è stato un grande piacere incontrarti; a presto.