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Tango, Samba e Beat: pagine scelte

UNA STORIA EUROPEA di Lorenzo De Alexandris e Francesco Gallo

Una storia europea

La prefazione di Furio Zara, giornalista sportivo e scrittore, presenta il libro, facendoci immediatamente entrare nella Storia con la esse maiuscola, che non scorre solo su un campo da calcio e ripercorre molte delle vicende che hanno cementato e disgregato il nostro continente dalla seconda metà del Novecento in poi.

Una Storia Europea è un’attenta lente sopra più di mezzo secolo del Campionato Europeo di Calcio UEFA, la manifestazione sportiva che mette in palio la bellissima Coppa Henri Delaunay - da anni un prodotto della nostra arte argentiera nazionale - e che è il maggior torneo continentale; con questa lente Lorenzo De Alexandris e Francesco Gallo, i due giovani autori studiosi di storia contemporanea e appassionati di sport, si alternano e si integrano con 13 servizi approfonditi, offrendoci immagini inedite del calcio europeo con i necessari riferimenti storici, sociali e politici.

Il calcio non somministrato dall’alto, come una medicina, ma conseguenza della realtà che ci ha circondati momento per momento, attraverso tutto il continente.

Storie di Stati che nascono e scompaiono, partite che per motivi politici non si sono mai disputate allora e partite che non si potrebbero più disputare per la sopravvenuta sparizione dei contendenti adesso: questo, più che i tabellini delle grandi finali e la celebrazione dei campioni, ci può formare, facendoci crescere e facendoci apprezzare di più l’oggetto della nostra passione, attraverso la conoscenza.

L’interesse che desta il libro renderà la lettura scorrevole anche per gli inguaribili convinti che il calcio sia tutto coni e cinesini: il miglior modo di coniugare calcio e cultura.

Questa volta né Tango, né Samba, né Beat, ma il Preludio del Te Deum H 146 in Re Maggiore di Marc-Antoine Charpentier, https://youtu.be/316FqosS5Ec , sin dal 1954 la familiare sigla delle trasmissioni dell’Eurovisione, che ci ha sempre accompagnati nelle nostre attese davanti al televisore.

 

“Il Mondiale è la notte degli Oscar. Hollywood, fammi vedere chi sei, e sbatti in faccia a tutti noi la tua folgorante arroganza. L’Europeo è invece paragonabile al festival di Cannes, o di Venezia: élite, forse snobismo, qui Europa, a voi mondo”.

 

“L’oro olimpico sarà di fatto l’unica vittoria jugoslava tra gli anni Cinquanta e Sessanta; per comprendere le motivazioni di questo fallimento sportivo prenderò in prestito gli stereotipi che il giornalista triestino Sergio Sergio Tavčar ha usato per cercare di dimostrare la differenza dei successi degli jugoslavi in altri sport a differenza del calcio.”

 

“E il ’68 è l’anno di George Best, di Mick Jagger, di John Lennon e delle Olimpiadi in Messico. Ma soprattutto quella del 1968 è l’estate dei campionati Europei che si giocano in Italia.”

 

“Nel 1969 ho dato un taglio a donne e alcool. Sono stati i 20 minuti peggiori della mia vita.” 
Uno così non lo puoi rinchiudere in un centro per alcolisti, né in uno schema di gioco. Lo sa bene Matt Busby che infatti diceva sempre: “Appena è possibile, date palla a George Best.”

 

“E’ uno snob che gioca per stupire. In questo senso, rappresenta al meglio il fasto del nuovo calcio, quello dove il campione gode di sponsor e abbonamenti ai più prestigiosi circoli di golf. Il nuovo calciatore parla bene, ha ampliato i suoi interessi perché sa che l’occasione di guadagno non viene più solo dal campo.”

 

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