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Parliamo di ...

NON ESISTE VENTO FAVOREVOLE PER IL MARINAIO CHE NON SA DOVE ANDARE (Seneca) Che cosa è successo? A ciascuno il proprio.

Alloro - quercia

Alloro - quercia
Nel mondo dello sport, nel calcio in particolare in Italia, si è ossessionati dal perseguire la vittoria, costi quello che costi.
Si vuole vincere e subito, perché i risultati devono essere immediati e visibili a tutti, per giustificare gli investimenti, risicati o principeschi che siano.
Si brama la vittoria e si misura il prestigio e il successo, specie a livello meramente personale, esclusivamente sulla vittoria, in una gara di pulcini come in un campionato interregionale.
Così, più vinci, più sei bravo, più successo hai, più punti acquisti agli occhi degli altri e, se poi non si vince, via al valzer delle panchine oppure tutti di corsa al mercato di riparazione dei calciatori.
E si sprecano le pubblicazioni che spiegano come arrivare al successo e quanta tenacia e perseveranza servano per condire la vita di tutti i giorni o che svelano i segreti dei grandi condottieri della storia, degli uomini della politica o del mondo dello sport delle prestazioni ad alti livelli.
Per questo motivo, tra i molteplici scritti in cui mi sono imbattuto, mi è rimasto particolarmente impresso quanto espresso, in modo molto efficace, ancorché non riferibile al mondo dello sport, da Ralph Waldo Emerson - saggista, poeta e filosofo americano della metà del 1800 - per il quale l’essenza del successo è «ridere spesso e di gusto, ottenere il rispetto di persone intelligenti e l’affetto dei bambini, prestare orecchio alle lodi di critici sinceri e sopportare i tradimenti di falsi amici, apprezzare la bellezza, scorgere negli altri gli aspetti positivi, lasciare il mondo un pochino migliore - si tratti di un bambino guarito, di un’aiuola o del riscatto da una condizione sociale - e sapere che anche una sola esistenza è stata più lieta per il fatto che tu sei esistito».
Forse, questo modo di pensare non consentirà di raggiungere e possedere il successo come molti lo intendono, ma per lo meno aiuterà a vivere bene e quindi a stare meglio: quale miglior successo?
Vincere, quindi, non è tutto, soprattutto non è per tutti, anche perché non tutti riusciranno a conquistarlo: il successo, quello vero, potrà, infatti, presentarsi anche sotto diverse forme, altrettanto gratificanti, a volte sarà davvero a portata di mano, nelle piccole cose della quotidianità o conseguire più semplicemente mettendo tutta la passione possibile, giorno dopo giorno, in tutto quello che si fa.
A volte, infine, il successo si presenta perché la strada è già stata spianata da altri, perché ci si è trovati al posto giusto nel momento giusto, magari si è ereditata una situazione che ha permesso di sfruttare il successo altrui per produrre il proprio successo personale.
Per questo non bisogna temere di ricordare il proprio predecessore, senza il lavoro del quale, modesto o importante che fosse, probabilmente si sarebbe ancora a metà del guado.
A tale proposito non si può fare a meno di menzionare le parole di Mourinho in un’intervista televisiva “a caldo” del 24 agosto 2008, pochi minuti dopo la conclusione della vittoriosa gara contro la Roma «…se oggi ho vinto la Super Coppa Italiana, è anche perché Roberto Mancini ha vinto il campionato l’anno prima…», come a dire: non bisogna dimenticarsi mai di chi ci ha preceduto e messi in condizione di ottenere altri prestigiosi risultati.

Che cosa è il successo per me?
E' un verbo, non un sostantivo. E semplicemente quello che è successo, cioè è già accaduto: andiamo avanti.

da “Nella valigia dell'allenatore-Viaggio di un allenatore consapevole” III ed. marzo 2014