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Brasile 2014 visto da Francesco Ratti

VICINI AL TRAGUARDO

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Alla luce dei quarti di finale disputati tra sabato e domenica, si delinea il tabellone dell’edizione 2014 dei Mondiali di Calcio. Pragmatismo e carenza di spettacolo hanno prevalso nei quattro incontri, i quali non hanno riservato sorprese. Ai nostri lettori lanciamo un sondaggio: chi potrà ergersi a Campione del Mondo? Offro agli affezionati alcuni spunti di riflessione.
 
Brasile – Germania
Equilibro. Questa sembra la parola d’ordine per la semifinale di martedì a Belo Horizonte. La vittoria di Pirro dei ragazzi di Scolari contro la Colombia ha eliminato dai giochi Neymar, rendendo di fatto in perfetto equilibrio la classicissima coi tedeschi. Neymar come Pelè nel 1962, ma in questo Brasile manca un Amarildo con diritto di surroga. La pragmatica verdeoro di Felipao ha evidenziato qualche progresso sul piano del gioco, ma un’eccessiva dipendenza dal proprio talento più fulgido. Esploderà Willian? Le potenzialità non mancano.
La Germania continua a non brillare, ma come sempre appare solida e concreta. Dispone di un fuoriclasse tra i pali e ha un’idea di gioco, che non riesce però a sviluppare con continuità. Manca il cambio di passo a centrocampo, ma non difetta di uomini-gol. Se saprà rispondere all’iniziale pressing dei brasiliani, potrà beneficiare di una migliore condizione fisico-mentale. La cabala rimane comunque a favore dei padroni di casa.
 
Argentina-Olanda
Una sfida che, nel 1978, ha rappresentato il meglio del calcio mondiale. Vinse l’albiceleste, guidata da Menotti in panchina e Passarella sul campo, Gonnella al fischietto e il generale Videla in qualità di sovraintendente. Erano gli anni della dittatura, della marmelada peruviana e del post-arancia meccanica. Ora le due nazionali si sfidano su campo neutro, senza una particolare favorita.
La nazionale di Sabella, mai spettacolare, non sembra viaggiare sui ritmi del libertango di Piazzolla. Ma ha un SuperMessi che, da solo, basta per scardinare le difese avversarie. Dispone di una linea mediana di sostanza, ma ha perso l’estro di Di Maria. Non offre le dovute garanzie difensive, tra l’altro mai testate dall’irriconoscibile Belgio dei quarti di finale.
 
Van Gaal ne sa una più del diavolo. Lo dimostra contro il Costa Rica, sostituendo il portiere a un minuto dai calci di rigore. E’ lui il vero fuoriclasse (insieme a Robben) di una squadra convincente solo all’esordio. Il mio favore tocca agli argentini, per passione ma anche per convinzione.