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Brasile 2014 visto da Francesco Ratti

FOLLIE MONDIALI

maradona
maradona
Julio Grondona è il deus ex machina del calcio argentino. Fondatore, poi presidente dell’Arsenal de Sarandì, squadra del sobborgo di Avellaneda, è presidente della Federazione Calcio dai tempi di Matusalemme.
Vicepresidente della FIFA, è uno degli artefici dei successi dell’Albiceleste dal 1986 in poi, con quell’arte del maneggio tipicamente propria. La sua abilità gli ha consentito di “sistemare” il figlio, Humberto, alla guida della selezione sub-20.
Poco importa se da qualche tempo, per evitare spiacevoli inconvenienti, ha deciso di non assistere agli incontri del campionato argentino.
Sugli spalti dello stadio Mineirao, il vecchio e potente Julio, al termine della sofferta vittoria dell’Albiceleste sull’Iran, ha deciso di prendersela con Diego Armando Maradona, nemico storico di famiglia. "La vittoria è arrivata quando lo iettatore se n’è andato”, ha tuonato Grondona, ignorando di colpo le lacune della nazionale di Sabella.
Non è tardata la risposta del Diez, nel suo stile: “A Grondona dico solo che tutto quello che ho me lo sono guadagnato lavorando duramente. Quello che ha lui, invece, viene dalla Fifa”. Il tutto, sollevando il dito medio in diretta televisiva.
Se l’Argentina calcistica non diverte, escluso Messi naturalmente, a prendersi la scena ci pensa ancora il Divino Diego con le sue schermaglie dialettiche.
Anche questo è Mondiale.