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Brasile 2014 visto da Francesco Ratti

LE DUE FACCE DELL'ESORDIO

Le prime due giornate dei mondiali di calcio ci hanno mostrato, con le proprie contraddizioni, le due favorite per la vittoria finale. Tante ombre e poche luci su Brasile e Spagna, giunte sul terreno di gioco con il peso della responsabilità.

Bene il risultato, rivedibile il gioco. Casalingo l’approccio dell’arbitro Nishimura, giunto in Brasile per risarcire (con gli interessi) l’espulsione di Felipe Melo nel mondiale sudafricano. Ottimo Neymar, buono Oscar, ma le individualità non basteranno. La squadra di Scolari necessità di velocità a centrocampo e Luiz Gustavo, mediano dal piede educato, non garantisce il cambio di passo. Manca un Numero 10 (nel 1970 ce n’erano ben cinque in campo) e Ganso è rimasto a casa: dovrà rimpiangerlo Felipao? Questa Seleçao ricorda quella spiccatamente “europea” di Claudio Coutinho: i tifosi verdeoro si augurano differenti risultati. Superato lo scoglio dell’esordio, la coralità potrà migliorare. Un consiglio al baffuto commissario tecnico: riporta il Brasile in Sudamerica e schiera un undici dai piedi buoni.

Catastrofico, invece, è stato l’esordio dei campioni in carica. Più che di una rivincita sulla finale di quattro anni fa, possiamo parlare di un’autentica lezione tattica di Van Gaal agli spagnoli, affossati nel gioco oltreché nel risultato. Non ci sorprende più il prossimo tecnico del Manchester Utd, che ha messo in campo una squadra corta e dinamica, molto intraprendente sugli esterni e veloce nel girare il gioco su Robben e Van Persie, in giornata di grazia. Troppo presto per dire che la squadra di Del Bosque è al capolinea, che nel reagire dovrà dimostrare la propria forza. Di certo, gli iberici sono sembrati lenti, svogliati, appagati, deconcentrati.

Nel 1600 l’impero olandese occupò il nord-est del Brasile, costituendo il territorio coloniale della Nuova Olanda, capace di dissolversi qualche decennio più avanti per tornare nelle mani portoghesi. Difficilmente la squadra di Van Gaal potrà vincere questo mondiale, sicuramente sarà in grado di sorprenderci nuovamente.