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Brasile 2014 visto da Francesco Ratti

IL RITORNO DEI DIAVOLI ROSSI

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Giovani, forti. Magari vincenti. Così si presentano, all’edizione 2014 dei Campionati mondiali di calcio, gli ambiziosi belgi di Marc Wilmots, abile centrocampista ex Schalke 04, ora commissario tecnico. Tanti piedi buoni e l’obiettivo di divertire il pubblico: il Belgio può stupire, e potrebbe farlo per i prossimi dieci anni, visti i suoi ampi margini di miglioramento.

Una nazione sparita dalla geografia calcistica ora riemerge, grazie alla sapiente politica federale di valorizzazione giovanile. L’età media dei Diavoli Rossi è pari a 25 anni, il che garantisce freschezza atletica, ma pecca sul piano dell’esperienza, più che mai necessaria in queste competizioni. La squadra è valida in ogni reparto e, come ogni compagine che si rispetti, ha un’ossatura centrale di livello assoluto. La rilevazione Courtois tra i pali, il solido Kompany in difesa, il riccioluto mediano Fellaini, il fuoriclasse Hazard sulla mediana e il bombardiere Lukaku. Il genio di Anfield, Bill Shankly, invidierebbe parecchio.

Il Belgio può rappresentare la sorpresa dei prossimi Mondiali? Forse, ma non sarà l’unica. Di sicuro ci farà divertire, con il suo gioco frizzante e la brillante batteria di centrocampisti. La scelta di portare l’emergente Adnan Januzaj, appena 18enne, ma già titolare in Premier League con la maglia dello United, la dice lunga sulle intenzioni bellicose dei ragazzi di Wilmots. Le qualificazioni sono state una formalità e il sorteggio di Brasile 2014 benevolo, con la Russia di Fabio Capello probabile rivale per il primo posto nel girone. Sarà il momento in cui verrà testata la maturità, specialmente a livello caratteriale, dei Rode Duivels.

Qualcuno ha definito Witsel e compagni “il miglior Belgio di sempre”, dimenticando un po’ troppo in fretta i ragazzi di Guy Thys, capaci di sedurre il mondo con un gioco spiccatamente a zona e la validità dei propri interpreti, nel corso degli anni Ottanta. Non arrivarono trofei, ma una finale europea e il quarto posto ai mondiali messicani del 1986, quelli di Maradona e del “gol del secolo”. In campo c’era Pfaff, istrionico portiere dai guanti enormi, ma anche Eric Gerets, un fugace passato anche nel Milan, Franky Van Der Elst, concreto mediano col vizio del goal, Vincenzino Scifo, regista delizioso ma mai definitivamente esploso, Georges Grun, colonna del Parma di Scala e Jan Ceulemans, il “Capitano Coraggioso”, recordman di presenze in nazionale.

Il 25 giugno 1986, la nazionale di Thys si fermò in semifinale, impotente di fronte a Sua Maestà Diego Armando. Da quel momento, iniziò un lento declino che si interruppe con l’ascesa dei bad boys di Wilmots. Per verificare se i Diavoli Rossi sapranno rinverdire i fasti del passato, basterà attendere gli eventi, senza mettere eccessiva pressione su questi giovani di belle speranze.