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Europeo 2020 visto da Francesco Ratti

QUALE ITALIA A EURO 2020?

Mancini

Dopo 4 anni la Nazionale italiana torna a giocare per una coppa; all’Europeo 2016 aveva superato gli ottavi di finale, ma poi si era dovuta arrendere ai rigori alla Germania; quanto a risultati, nulla da tanto tempo, tolto il secondo posto sempre all’Europeo, quello del 2012, del quale ricordiamo ancora l’immagine del portiere della Spagna Casillas, mentre chiede all’arbitro rispetto per un avversario in ginocchio, dopo un 4 a 0, per evitare il prolungamento della gara in un inutile recupero.

Per trovare un altro torneo positivo per la Nazionale, dobbiamo tornare indietro al 2006, un mondiale mediocre, vinto dagli azzurri che come principali marcatori avevano avuto niente meno che Materazzi e Toni, con due reti ciascuno.

E la Nazionale di Mancini?

Imbattuta, gode di ottima salute e produce forse il miglior gioco che abbiamo potuto vedere dai tempi di Azeglio Vicini in poi.

I raccoglitori di dati, che del calcio calcolato fanno una professione, non sono ancora riusciti a mettere pressione al gruppo, nonostante tutti i record snocciolati sulle prime pagine dei giornali, record in buona parte dipendenti da un vistoso 12 a 2 nel doppio confronto vincente con una squadra attualmente al 102° posto della classifica FIFA.

La simpatia, lo spettacolo, la classe, la giovane età media della rosa – poco più di 25 anni contro i 29 abbondanti della gestione precedente – sono le caratteristiche della Nazionale di Mancini, che ci riporta quindi felicemente a quella di quasi quarant’anni fa.

Per i numeri sembra che la si voglia forzatamente accostare addirittura a quella di Vittorio Pozzo, scordando che mai quella squadra giocò più di dieci partite in un anno (10 solo nel 1936) e che comunque conquistò due Mondiali, un’Olimpiade e due Coppe Internazionali (ex Campionati Europei) tra il 1930 e il 1938; sempre per i patiti delle statistiche, questo significa cinque degli otto titoli vinti in totale dalla nazionale nel corso dei suoi 110 anni di attività.

Mancini ha già vinto la difficile sfida di riavvicinare alla Nazionale un grande pubblico – io mancavo dalle gestioni di Cesare Maldini e Dino Zoff – tutto il resto che arriva è tanto di guadagnato.  

A Roberto Mancini grazie sin da ora, buon lavoro e in bocca al lupo! Noi lo sosterremo. 

 

 

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