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Francia 2016 visti da Francesco Ratti

L’EUROPEO "LIQUIDO " DI FRANCIA 2016

Europeo liquido

Europeo liquido
Dopo la prima fase di France 2016, mai ci saremmo aspettati un quantitativo notevole di sorprese. Merito delle compagini emergenti, che hanno scompaginato la geografia calcistica preesistente, ma soprattutto frutto di qualche delusione. Se lo spettacolo è rimasto uno spettatore non pagante, il gioco dei ripescaggi ha di fatto resuscitato nazionali sull’orlo del baratro. Inutile rimarcare che questa formula allargata poco ci entusiasma: la fase finale di un Europeo deve continuare a rappresentare il meglio del Continente. Il buon Infantino si starà fregando le mani, certo, ma gli esteti del calcio gridano vendetta. Ma andiamo con ordine, presentando gli ottavi di finale che ci aspettano.

Scorrendo la parte alta del tabellone, osserviamo l’equilibratissima Polonia-Svizzera, con gli est-europei da noi leggermente preferiti, se non altro per la maggiore qualità di gioco espressa. Sono lontani i tempi di Lato, ma i ragazzi della generazione Jaruzelski sono dinamici e spumeggianti, anche se la Svizzera di Petkovic vanta un sistema difensivo invidiabile. La vincente troverà con ogni probabilità la Croazia, la squadra che maggiormente ha impressionato finora, la quale affronterà nel fine settimana un Portogallo senza identità. Se i giocatori lusitani dispongono di un ottimo bagaglio tecnico, lo stesso non si può dire per il loro allenatore Santos, artefice del funerale sportivo della propria nazionale. Arriverà il miracolo? Se la Rivoluzione dei Garofani spazzò via in un solo giorno la dittatura portoghese, con l’appoggio della popolazione, in questo caso ne servirebbero molti di più per ripristinare il bel gioco. Con un nuovo allenatore. Potrebbe essere Jorge Jesus?

Il sorprendente Galles, al debutto nella fase finale di un Europeo, ha ottime chance di approdare ai quarti. Complice un tabellone che lo metterà di fronte ai nordirlandesi, bravi a sfruttare la propria occasione in un girone non proprio semplice. Ma Lafferty non è Best (e nemmeno Gillespie), motivo per cui il pronostico pende dalla parte di Bale e Ramsey. Infine, i favoritissimi belgi di Wilmots, che dopo un avvio stentato si sono ripresi alla grande: l’Ungheria di Kiraly dovrebbe essere una semplice formalità. Eppure è un’emozione rivedere nuovamente le maglie dei magiari in una competizione così importante, a tal punto da essere scontata la simpatia nei loro confronti. Sono lontani i tempi di Imre Nagy e Gyorgy Lucaks: ora l’Ungheria è nelle mani di un maniaco xenofobo. Forse, prima di assistere alla completa resurrezione sportiva, è necessaria una completa evoluzione politica e sociale.

I Campioni del Mondo in carica, deludenti in queste prime partite, affronteranno una Slovacchia fin troppo dipendente da Marek Hamsik. Vincendo, come da pronostico, troveranno la Spagna o gli azzurri di Conte, impegnati in un ottavo più equilibrato di quanto possa sembrare. Il nostro pronostico verte a favore degli iberici, in quanto col pallone a terra sono ancora i numeri uno. Il loro limite? Non saper tenere un ritmo elevato per 90’. Gli azzurri terranno come sempre fede al loro credo (anti) calcistico: difesa e ripartenze, nella speranza che il contropiede cancelli in un solo colpo la mancanza di talento.

I padroni di casa non dovrebbero avere grossa difficoltà a sbarazzarsi dell’Irlanda, reduce dal miracolo di Lilla contro l’Italia. I ragazzi di Martin O’Neill, ex gloria del Nottingham Forest di Brian Clough, sono l’anticalcio allo stato puro. Mai però rinunceremmo allo spettacolo offerto dai loro sostenitori, specialmente in queste occasioni. L’Inghilterra del “vorrei ma non posso”, piena zeppa di talenti privi di una guida tecnica decente, affronta l’ordinata esordiente Islanda. I giovani di ghiaccio giocano un 4-4-2 scolastico, non buttano la palla e dispongono di qualche giocatore interessante: l’esito del match non è così scontato.

 

Nell’attesa che lo spettacolo decida di scendere in campo, attendiamo i vostri commenti.