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Defibrillazione

DEFIBRILLATORI E TERREMOTO: IL BICCHIERE E’ MEZZO VUOTO

CalendarioE’ una notizia che si può trovare in un comunicato della LND, ma passata per lo più assolutamente sotto silenzio: scorrendo la stampa, la trovo al momento solo sulla Gazzetta di Mantova.

 

Il governo con il D.L. n. 189 del 17 ottobre 2016, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n, 244 del 18 ottobre 2016, ha provveduto ad un’ennesima proroga che fa slittare al primo gennaio 2017 l’obbligo della dotazione del defibrillatore e del personale formato nei confronti delle società sportive dilettantistiche che operano nelle aree colpite dal terremoto nelle regioni di Abruzzo, Lazio, Marche, e Umbria.

 

Potrebbe essere anche un provvedimento tampone, per venire incontro a quelle società che negli ultimi mesi si trovano in gravi difficoltà, sia per l’acquisto dell’apparecchio, sia soprattutto per la formazione dei soggetti abilitati, ma queste società, al pari di tutte le altre, non si sarebbero mai dovute trovare nella situazione di ottemperare frettolosamente ad un obbligo: vi si trovano ora solo a causa delle proroghe già concesse negli anni.

Superiamo pure l’ostacolo della questione di principio e facciamo lo sforzo di considerare l’ipotesi di una nuova proroga come facente parte del pacchetto di provvedimenti di urgenza certamente dovuto a quella popolazione, messa a durissima prova.

Ciò che è inammissibile è l’estensione dello slittamento a tutto il territorio nazionale “per omogeneità”: l’incongruenza a fini di equità, insomma.

Sarebbe come estendere la sospensione dei pagamenti di imposte e contributi nei confronti di tutte le aziende e di tutti i cittadini della nazione: credo che nessuno potrebbe considerarle misure d’emergenza adeguate.

Nell’apprezzare la sensibilità del governo nei confronti di un territorio colpito da una catastrofe – e potremmo discutere a lungo sulla responsabilità dell’uomo in fatto di conseguenze – avrei però preferito che fosse stata adottata la soluzione di regalare un defibrillatore ad ogni società sportiva dilettantistica di quella zona che ne fosse ancora sprovvista, fornendo nel contempo gratuitamente i corsi per l’abilitazione degli operatori; in fin dei conti i comuni colpiti sono 62, ben definiti e mappati, in una zona collinare-montagnosa che non presenta la densità di società sportive paragonabile ad altre regioni: il costo di una tale operazione sarebbe irrisorio. 

 

I primi commenti che sento dicono che in fin dei conti si tratta solo di un mese in più.

Forse le difficoltà post terremoto in questo tempo saranno superate?

Non dimentichiamo che si possono sospendere gli obblighi di defibrillatori, imposte e contributi, ma dall'entrata in vigore del Decreto Balduzzi, del 13 settembre 2012 - derogato e prorogato - la crudele statistica dei tre decessi per morte cardiaca improvvisa, per ogni settimana dell’anno, solo negli impianti sportivi, è assolutamente refrattaria alla solidarietà.