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AI VOTI, DUNQUE

bart pagella

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Tutti a stilare e distribuire pagelle di fine anno, di fine campionato, di fine Coppa del Mondo! Quasi, quasi do voce anche ai corsisti che ho incontrato qualche sera fa, in fin dei conti una quindicina è un campione, oltre che casuale, abbastanza rappresentativo del Progetto Punti Brescia, progetto che non reputo proprietà né del Brescia, né dei docenti che si sono succeduti in cattedra, ma sempre più dei corsisti, senza i quali sarebbe stato nulla.

Il Brescia ha comunque l’importante funzione di rappresentare una relativa garanzia sulla natura del progetto e sulle sue teoriche finalità.
Vi immaginate un Progetto Punti XY, trasformato in una ditta individuale?
E in una società di pochi intimi?  In un’azienda che forma e noleggia tecnici?
Sarebbe un vero disastro, diventerebbe uguale a quelle realtà, dalle quali nelle premesse si è tanto voluto distinguere il progetto stesso.

Durante la serata a tavola naturalmente erano diversi gli stati d’animo: chi magari era preoccupato per un ipotetico passaggio di proprietà del Brescia, con possibili ribaltoni e subentri di nuove figure professionali, chi si è dichiarato giustamente soddisfatto del lavoro svolto all’interno della propria società, chi per esigenze di programmazione avrebbe avuto bisogno di notizie sui prossimi corsi ed anche chi ha condiviso la delusione per quello che da molti è stato giudicato un cambiamento di rotta in corsa, ma per fortuna nessuno ha dimostrato indifferenza; al massimo qualcuno si è guardato dallo sbottonarsi, stonando un po’ nella serata, caratterizzata dal dialogo tra gli interlocutori, ma eclissarsi è sempre un diritto, può a volte essere una necessità e le scelte di opportunità sono comprese e rispettate.
Ho come sempre accettato con orgoglio la virtuale palma del corsista più convinto della validità del progetto e di suo disinteressato difensore, riconoscimento che mi mette al riparo dal rischio di essere frainteso: ne sono talmente convinto, da giudicarlo meritorio di attenzione e critiche, perché abbia maggiori possibilità di crescita o sopravvivenza.

Bene, ora ai voti, quelli classici, da uno a dieci, per lo più riservati alle situazioni che ho potuto verificare personalmente e che hanno interessato il corso di III livello: per interpretarli è indispensabile tenere conto che si tratta di giudizi formati considerando la fotografia del momento in rapporto all’andamento di tre corsi consecutivi, da chi di chi di lezioni ne ha frequentate una cinquantina, prestando sempre attenzione alle reazioni delle persone e dando peso alle opinioni e ai punti di vista di ognuno.

I voti sono dieci e compongono qualcosa che assomiglia molto ad una classifica, anche i più bassi andavano pur assegnati, ma la scala è relativa agli elementi considerati: ciò significa che non è detto che un 1 sia del tutto negativo, ha solo altri 9 elementi classificati con maggiore successo.

10 - alla qualità dei corsisti; ancora una volta confermo quanto avevo avuto modo di scrivere tre anni fa: la crema dei tecnici e dei dirigenti della provincia.

9 - alle società che hanno messo a disposizione i propri referenti per collaborare al progetto: il sacrificio non è stato infatti solo individuale, è evidente come l’impegno dei singoli un po’ sia pesato anche sulle società.

8 - alla pazienza di chi è sempre in attesa di quanto era nelle premesse del progetto, al momento della sua presentazione.

7 - a coloro che, pur esterni al progetto, hanno offerto contributi disinteressati in termini di suggerimenti, critiche ed esperienza.

6 - una sufficienza di incoraggiamento alla capacità che il progetto forse potrebbe ancora avere, per rientrare nei binari di quei principi, che nelle premesse sembravano ispirarlo.

5 - anche qui abbondo: è il voto alla comunicazione tra i corsisti, al di là dei gruppi ufficiali, entro i quali spero si sia, almeno nell’ultimo periodo invernale, condivisa ogni opinione.

4 - alla collaborazione tra le società, che si è manifestata solo nei casi di rapporti di vecchia data o dovuti a rapporti personali.

3 - ai contenuti delle serate del corso di III livello: è questo senza dubbio il giudizio più condiviso.

2 - alla capacità del progetto di non privarsi di elementi di gran qualità, che non avevano mancato di dare un apporto determinante nei due corsi precedenti.

1 - alla disponibilità ad accettare critiche, proposte e punti di vista, complementari e compatibili al programma stabilito.

S.V. - senza voto, perché mai entrati in gioco, a dialogo, trasparenza e programmazione, il giudizio è sospeso per mancanza di elementi.

Giudizio complessivo positivo: come si salvano in questi casi docenti e allievi? Ci sono ampi margini di miglioramento.

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